PASSI D'ARTISTA 1997



Passi d'artista a Firenze
Chi si è aggirato per le strade del centro di Firenze sabato 12 aprile 1997 è probabile che possa essersi imbattuto, nel pomeriggio, in un corteo di più di un centinaio di persone che, da piazza SS. Annunziata agli Uffizi, ha sfilato destando la curiosità della folla di turisti e fiorentini “impegnati” nel passeggio e nello shopping. Si trattava dei partecipanti a “Passi d’artista”, un’iniziativa promossa dall’Associazione artisti contemporanei Firenze-metropoli e dedicata con affetto a Mario Mariotti, l’artista e organizzatore di originali manifestazioni a cui avevano sempre partecipato con entusiasmo praticamente tutti gli artisti fiorentini.
L’iniziativa è stata ripetuta, quest’anno, sempre di sabato, il 18 aprile. Questa volta il corteo è partito da piazza Santa Croce e si è concluso in piazza Santo Spirito attraversando ancora il centro affollato di turisti e fiorentini sorpresi e incuriositi e ha pittorescamente partecipato, alla Sala d’Armi di Palazzo Vecchio, all’inaugurazione della mostra di Fabio De Poli.
Molto efficace e originale è stata la partecipazione di numerosi artisti, gruppi ed associazioni provenienti da altre zone non solo della Toscana.
In tutte e due le edizioni numerose sono state anche le performance durante tutto il percorso e particolarmente nelle piazze nelle quali le manifestazioni si sono concluse.
“L’artista sarà cavalletto, supporto mobile, galleria viaggiante della sua opera, a dispetto della carenza davvero ormai pluriennale e insopportabile di luoghi deputati” si leggeva nel volantino giallo, redatto anche in inglese, che veniva distribuito ai passanti durante tutto il tragitto. E infatti, con ironia e volontà polemica, sono sfilate opere trasportate sul carrello della spesa, uomini sandwich, biciclette sandwich, cappelli, ombrelli, spille, cornici, opere indossate, al guinzaglio, in scatola, in valigia, in spalla, insomma in qualunque modo permettesse il trasporto nelle strade di una città tanto densa di testimonianze dell’arte del passato quanto poco coraggiosa nel promuovere il lavoro dei molti artisti che vi vivono e lavorano oggi.

Gianni Caverni

PASSI D'ARTISTA
One by One... Step by Step... Mind the Gap!
il passato, il presente, uniti ininterrottamente
il passerotto, il tempo corrotto, CIOP CIOP di BOTERO
il passabile, l’impossibile, il passionale
il passatore, la passeggiatrice, il passeggino
il passaparola, il passaporto, il portavoce
il passatempo, il tempo passa: ARTE o DIVERTIMENTO?
il passamontagna, il paese della cuccagna
la passerella, la rivista o l’arrivista?
il passatista, il futurista, il passato di verdura
il presente è un’avventura!
DODICI APRILE MILLENOVECENTONOVANTASETTE
passeggiata d’autore
il tempo è corridore
il fiume scorre
l’uva passa
l’ARTE NO!

Patrizia Landi

BATACLAN
Come contenitore di azioni: le parole imprigionano il gesto, urgono per la rappresentazione.
Libro come struttura, prigione, trappola, metafora della vita.
Ecco, a mio avviso, la necessità della de-structura, come gioco anticelebrativo, come recupero del frammento dilatato, non più fine a se stesso, ma "viaggiatore" di un contesto anomalo, totalmente estraneo al testo. Una piazza... un percorso.
Evaporata la concentrazione del senso a vantaggio di una libertà giocosa, viene a perdersi l'identità omogenea del libro che assume una funzione di teatralità assoluta, fondata sull'immediatezza che scaturisce dall'intelligenza emotiva, da quell'amigdala (mandorla primigenia), antica arma mentale di approccio e di aggressione.
Libro che si autodistrugge e rigenera dalle sue scorie, totalmente affrancato dalla fissità di una collocazione.
Quindi, più che performance, recupero filosofico della plasticità della parola che induce all'iter fantastico.
Quasi una danza intorno a un centro che si allontana e si ricon-iunge, come il fading di una nave di bordo, un bollettino per navi canti, mai un naufragio.
Perdere il senso per ritrovare altri, come nuove condizioni di equilibrio in quello spazio che precede la parola e che determina l'evento o l'avventura, meglio se collettiva.
    
Maria Pia Moschini (
Firenze 12 Aprile 1997)

"Passi d’artista ‘97"
Testo della poesia indossata sotto forma di libro d’artista e recitata in piazza della Repubblica
Scaglia dardi raminga girando la luna:
e non sa né chi né quanto la lega il suo eterno girare
L'Era sorride nel foglio strappato a metà
Ciò che tutti sappiamo:
nessuno ritroverà l'intero
E' carta straccia talvolta la vita
e rumore dei nostri gesti a stracciare
A ogni passo mi chiedo:
son cicala o formica?
Vorrei essere entrambe ed occhieggia la luna,
sorella e tiranna
Sono animale che volentieri si piega
nell'olfatto dei desiderio;
sono pianta che cresce ai raggi dei sole;
sono frutto tenero e bacato;
sono acqua sorgiva poi cielo poi nube                                                                    
e saggio o pazzo
Forse sbaglio:
e diventerò rupe
sasso che rotola perdendo il cammino
Lancia dardi e occhieggia la luna
E' umana la luna con il suo didietro
E' pazzo chi ferma il tempo che pur ci ferisce
E' pazzo chi tenta di fermare il nemico:
bisogna fado entrare il nemico
e guardano negli occhi
Mangia, lupo, mangia
io ho già digerito
Mangia avvoltoio mangia
io già non esisto
Se è nulla il destino che resta
sia nullo il restare
Andiamo andiamo andiamo:
è sempre tempo di migrare!

Silvia Barsi

"Passi d’artista ‘97"
Altre poesie che indossavo in forma di collana, recitate e distribuite per la strada
Ululerò alla luna
ogni volta che sarà necessario.
Seguirò il passo dei branchi
sia pure passati tanto tempo fa.
Vedo la mia ombra che non cade sui piedi
e fa gesti strani incitandomi
ad andare.
Ligia all'imperativo matriarcale
vado a cercare la strega
Accendo cataste per bruciare
come mi hanno detto.
Salo il mio respiro:
è dolce e piccante come una sera senza attesa
né frenetico rimuginare.
Noi siamo, e sappiamo,
facendo sempre troppo poco.